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日志


La storia delle Fate

 
  
All’origine dei tempi il mondo era privo di consistenza.
Due sole entità riempivano
 il tempo e lo spazio: la Luce e l’Oscurità….
La loro solitudine era grande,
così decisero di unire le loro
forze per creare un mondo,
degli esseri, qualcosa su cui regnare.
E si innamorarono………
Ma il mondo da loro creato,
gli esseri loro figli, da loro a
lungo desiderati non potevano accettare il loro amore…
non potevano vedere annullarsi Bene e Male…
non potevano vedere il loro
mondo logorarsi fino alla distruzione….
E così insorsero chiedendo ai
propri genitori di lasciarsi per farli sopravvivere…..
 
La Luce vedendo il male che
il loro amore causava ai suoi
figli decise di lasciare l’Oscurità…
E per non soffrire più si rifugiò
 in una zona del cielo da dove poteva controllare i suoi figli e assicurarsi del loro benessere.
L’Oscurità invece, che non
avrebbe mai lasciato la Luce
sentì l’odio crescergli dentro,
il tradimento della propria stirpe che avrebbe sacrificato per
il suo amore,
si rifugiò nel buio delle
profondità della terra. Finché un giorno non decise di vendicarsi e chiese alla Luce di dividere il tempo trascorso in cielo.
 
La Luce divenne giorno…ma al tramonto doveva cedere il passo all’Oscurità totale della notte. Ma gli esseri da loro creati insorsero nuovamente e implorarono la Luce affinché non li abbandonasse al buio totale… di intercedere per loro verso l’Oscurità per attenuare il nero della notte.
Ma il prezzo richiesto dall’Oscurità fu altissimo:
la sua furia esplose ed Egli, rancoroso verso i suoi stessi figli li punì.
Scelse i più saggi, i più giusti, i più valorosi e i più amati tra di loro, ne invase il cuore con il proprio buio e lo inaridì. Ma permise alla Luce di illuminare la nera notte.
E la Luce creò la pallida Luna e la pose nel nero cielo…..
Per illuminare la notte……
E pianse perché vide i suoi figli cambiare a causa della vendetta del suo amante.
 
E l’Oscurità catturò tutte le lacrime della sua amata e le pose nel cielo, vicino alla luna,
dove divennero piccole stelle luminose.
 
Per notti la Luce pianse…
E tutte le volte le lacrime divennero stelle che illuminarono di poco la notte.
Finché……….
 
Una notte una piccola lacrima sfuggì alla cattura precipitando verso la terra.
L’Oscurità ne seguì la scia luminosa per catturarla, quando il pianto di un bimbo non lo distolse dal suo compito…
Seguì il pianto e giunse nei pressi di una piccola casetta, dove una mamma cullava il proprio bambino.
Fu allora che essa, alzando gli occhi al cielo vide la scia luminosa e indicandola al bambino gli disse:
“guarda piccolo mio: una stella cadente…una nuova vita sta per venire alla luce…”
l’Oscurità riprese la sua ricerca e giunse nei pressi di una radura segreta… li, al centro, la piccola lacrima si era fermata su di un fiore e risplendeva pallida… e l’Oscurità si intenerì, il suo cuore si riaprì verso l’amore e soffiò gentilmente sul quel piccolo fiore e sulla lacrima della sua amata… e da quella lacrima caduta dal cielo…e da quel piccolo fiore nacque la prima Fata prima di lasciare quella valle l’Oscurità ne rese l’accesso impossibile agli altri esseri…. “tu, mia ultima creatura, avrai questa valle per vivere. Qui altre tue simili nasceranno. Tu baderai a loro, al loro benessere. Ti pongo Regina sulle tue simili. Ti pongo Regina di questa valle incantata. Sta solo a te, ora, decidere di come usare la tua vita….” E l’Oscurità si ritirò nella profondità della Terra, chiamando a se i figli che sceglievano di seguirlo… Lasciando alla Luce il compito di governare il mondo che un tempo era stato di entrambi. Ma non le disse della Valle Incantata, non le disse della nascita della loro ultima creatura. Che, al sicuro nella Valle, cresceva… E vedeva nascere altre sue simili, le sue compagne di giochi. Divenne la loro Madre e si prese cura delle sue sorelline più piccole… Finché un giorno scoprì l’ingresso della Valle e uscì, decidenli, al centro, la piccola lacrima si era fermata su di un fiore e risplendeva pallida… e l’Oscurità si intenerì, il suo cuore si riaprì verso l’amore e soffiò gentilmente sul quel piccolo fiore e sulla lacrima della sua amata… e da quella lacrima caduta dal cielo…e da quel piccolo fiore nacque la prima Fata prima di lasciare quella valle l’Oscurità ne rese l’accesso impossibile agli altri esseri…. “tu, mia ultima creatura, avrai questa valle per vivere. Qui altre tue simili nasceranno. Tu baderai a loro, al loro benessere. Ti pongo Regina sulle tue simili. Ti pongo Regina di questa valle incantata. Sta solo a te, ora, decidere di come usare la tua vita….” E l’Oscurità si ritirò nella profondità della Terra, chiamando a se i figli che sceglievano di seguirlo… Lasciando alla Luce il compito di governare il mondo che un tempo era stato di entrambi. Ma non le disse della Valle Incantata, non le disse della nascita della loro ultima creatura. Che, al sicuro nella Valle, cresceva… E vedeva nascere altre sue simili, le sue compagne di giochi. Divenne la loro Madre e si prese cura delle sue sorelline più piccole… Finché un giorno scoprì l’ingresso della Valle e uscì, decidenli, al centro, la piccola lacrima si era fermata su di un fiore e risplendeva pallida… e l’Oscurità si intenerì, il suo cuore si riaprì verso l’amore e soffiò gentilmente sul quel piccolo fiore e sulla lacrima della sua amata… e da quella lacrima caduta dal cielo…e da quel piccolo fiore nacque la prima Fata prima di lasciare quella valle l’Oscurità ne rese l’accesso impossibile agli altri esseri…. “tu, mia ultima creatura, avrai questa valle per vivere. Qui altre tue simili nasceranno. Tu baderai a loro, al loro benessere. Ti pongo Regina sulle tue simili. Ti pongo Regina di questa valle incantata. Sta solo a te, ora, decidere di come usare la tua vita….” E l’Oscurità si ritirò nella profondità della Terra, chiamando a se i figli che sceglievano di seguirlo… Lasciando alla Luce il compito di governare il mondo che un tempo era stato di entrambi. Ma non le disse della Valle Incantata, non le disse della nascita della loro ultima creatura. Che, al sicuro nella Valle, cresceva… E vedeva nascere altre sue simili, le sue compagne di giochi. Divenne la loro Madre e si prese cura delle sue sorelline più piccole… Finché un giorno scoprì l’ingresso della Valle e uscì, decidenndo di esplorare il mondo a lei sconosciuto…. Fu allora che la Luce si accorse di quella creatura che mai aveva visto; il suo stupore fu enorme e cominciò a seguirla ed osservarla per conoscerla. Ed un giorno le apparve sotto le sembianze di una maestosa e luminosa dama: "chi siete piccolina? Da dove venite?" La fata guardò quella dolce signora...e con un sorriso la portò, attraverso le valli e i boschi, i fiumi e le montagne, fino all'ingresso della piccola Valle nascosta. La Luce ammirò la bellezza e la tranquillità di quei luoghi, la gioia che le fatine le trasmisero subito. L'incanto che manteneva celata la valle agli estranei era rotto: presto gli altri esseri sarebbero giunti, portando il caos nella tranquilla vita delle fate. E la Luce decise di evitare tutto ciò: portò perciò la valle li dove nessuno sarebbe mai riuscito a raggiungerla, li dove nessuno avrebbe mai potuto fare del male a quelle creaturine. E la portò vicino alla pallida Luna e la portò vicino al possente sole, e la circondò di stelle...le mancate sorelle... E la vita delle fate continuò serena e felice, ma ancora adesso in molte lasciano quell'isola celeste per scendere sulla Terra e vivere, insieme alle altre razze, un breve periodo della loro eterna vita. Anche la Prima Fata a volte vola sulla Terra... e si confonde con gli abitanti che ignorano il più delle volte la sua vera natura. Lei li osserva attentamente... Ma immancabilmente ad ogni umana Primavera torna nella Valle… Perché è li che la vita di ogni fata comincia...

Canzone del mese di maggio

 
 
 
 
 
 
 

 

 

Canzone del mese di maggio
 
L'asino il re ed io
Saremo morti domani
L'asino di fame
Il re di noia
Ed io d'amore
Un dito di gesso
Sulla lavagna dei giorni
traccia i nostri nomi
Ed il vento fra i pioppi
Chiama
Asino Uomo Re
Sole di Feltro nero
Già i nostri nomi sono cancellati
Acqua fresca dei pascoli
Sabbia delle Clessidre
Rosa del rosso Rosario
Strada dello scolaro che s'attarda
L'asino il re ed io
Saremo morti domani
L'asino di fame
Il re di noia
Ed io d'amore
Nel mese di maggio
 
  (Jacques Prévert)
 
 
 

 

 

                                                                                                                      •°.SG.°•

Che cos'è il sogno?

>myspace generator .
 
 Per spiegare cos'è un sogno vorrei iniziare con questo racconto intitolato:
 
"Chuang Tui e la Farfalla"
 
Un giorno Chuang Tui sognò di essere una farfalla, felice di essere tale.
E non sapeva invece che era Chung Tui. Ma era Chuang Tui a sognare
di essere una farfalla, o piuttosto la farfalla a sognare di essere Chuang Tui?"
 
Nessuno sa, fino al risveglio, se il sogno è vita o se invece la vità è sogno.
Fin dal principio del principio del mondo il sogno ci ha attratti e catturati,
e non cesserà di farlo neppure ora.
 
Tutti continueremo a raccontare i nostri sogni durante la
colazione mattutina, magari a sorriderne e poi a chiedercene il senso.
Forse già domani le chiavi dei sogni saranno scritte in basic,
forse potremo ottenerne l'interpretazione via cavo,
ma ancora non avremo chiarito che cosa sia veramente il sogno,
questo naturale e disorientante procedimento organico,
psichico o spirituale o tutto insieme - dipende solo dal
punto di vista da cui lo si osserva.
 
Siamo noi i padroni dei nostri sogni, eppure non sappiamo conservarne
un ricordo stabile. Ne siamo gli inventori, i fruitori e poi
li disconosciamo come creazioni che non ci appartengono più.
 
Attori a metà delle nostre stesse commedie-tragedie notturne,
dobbiamo spartire la scena con quel qualcuno che è in noi, per metà familiare e
per metà estraneo: un essere che ricorda le cose che noi ricordiamo,
conosce le stesse persone, gli stessi luoghi, ma spesso risponde,
agisce, reagisce come noi non faremmo mai, come del resto
mai nemmeno potremmo fare nell'assurdo e illogico trasformismo della scena
onirica che abolisce spazio, tempo, logica, etica.
 
E via a rincorrere un'altra immagine, un'altra storia.
Questo essere-non essere appeso a un filo, questo continuo conoscersi
ha un nome: stato di coscienza alterata. Tutti abbiamo una doppia vita,
un'esistenza notturna e parallela: il malvivente che vi è avvezzo,
la tranquilla impiegata che lo ignora, chiunque non sappia,
pensandovi bene, se sia lui stesso a sognare d'essere farfalla
o piuttosto la farfalla a sognare di essere lui.
 
Ma chissà, poi, se le farfalle sognano davvero?
Sognano i gatti, i topolini di laboratorio, il neonato, il feto, quando è certo.
Recenti esperimenti di laboratorio hanno dimostrato il bisogno
dell'attività onirica tanto che dei topolini costretti a
dormire su una piattaforma sospesa sull'acqua e scaraventati giù ogni volta
che l'elettroencefalografo evidenziava l'insorgenza del sogno hanno preferito
annegare piuttosto che smettere di sognare.
 
E' un bisogno così radicato, così ancestrale, che se dovessimo trascorrere
forzatamente un periodo senza poter sognare, ci lasceremo anche noi morire - come
fecero dei gatti sottoposti a un'esperienza simile alla precedente,
morti di fame, di tristezza o forse di prigionia in un mondo troppo stretto senza sogni.
C'è anche chi afferma di stare così bene nella sua piccola cella di realtà
da non sognare mai, nè a occhi aperti nè a occhi chiusi.
Sicuramente, anche se in modo inconsapevole, mente.
 
Tutti sognamo, senza eccezione, perchè il sogno è un'attività
fisiologica del cervello cui non possiamo sottrarci.
Ma poi spesso - e qualcuno quasi sempre - al risveglio cancelliamo
queste immagini che non desideriamo ricordare e ci convinciamo di non aver sognato.
Questa nostra terra, così piena di uomini, di case, di creazioni,
tanto che comincia ad andarci stretta, è gremita di sogni più ancora che di tutto il resto.
 
Creazioni originali, uniche, irripetibili e, per fortuna, quasi sempre irrealizzabili.
Sogni di palloni e di dolci nel bambino. Sogni popolati di piante e di caccia nel primitivo.
Sogni di occultisti, di esoteristi, di uomini comuni, di antichi greci e di cinesi del Celeste Impero.
Sogni diversi per persone diverse, che li interpretano in modo diverso
e ne spiegano diversamente le cause.
Proviamo ad ascoltarli.
 
Il Bambino
"Ho sognato un trenino nuovo. Dammelo! Dove lo hai messo?"
Alla domanda: "Che cosa sono i sogni?". Il bambino risponde: "Realtà".
 
Il Primitivo
"Quando l'uomo si addormenta nelle braccia della foresta, l'anima
(può essere un uccello, una lucertola, un verme) gli esce dalla bocca e se ne va a zonzo;
non deve però allontanarsi troppo, altrimenti i demoni la porteranno con sè.
Per questo, prima di partire per la guerra o per un lungo viaggio,
è bene consegnare l'anima, ben chiusa in un vaso, a uno stregone
che la conservi con cura, al riparo da quei ghiotti sottili predoni".
  
L'Occultista
"Il corpo tangibile non è che il primo di una serie di corpi (tre, cinque, sette o più)
composti di atomi sempre sottili, rarefatti ma reali".
Lo strato più vicino al corpo fisico, detto corpo astrale, secondo l'occultista,
si distaccherebbe ogni notte, andandosne a passeggio nell'etere dove
capterebbe messaggi di defunti, premonizioni, nozioni, episodi e ricordi del passato,
per tornarsene poi alla base, naturalmente riattratto nel proprio involucro
addormentato cui resterà collegato fino alla morte da una sorta di impalpabile
 ed estensibile cordone argenteo. Il sogno non si definirebbe perciò che
come esperienza vissuta per mezzo del corpo sottile in una dimensione
diversa da quella cui siamo avvezzi, dove spazio e tempo si annullano,
i morti sono vivi, l'assurdo è logico e l'impossibile è perfettamente
normale in un gioco di continue e repentine trasformazioni.
Il greco di Delfi, il sacerdote dei Veda o il Mandarino affermano
in lingue diverse ma con parole simili: "Il sogno è un messaggio
superiore inviato degli dèi, degli spiriti, o degli antenati morti".
Ma il medico ellenico o quello del Celeste Impero considerano
l'attività onirica anche come diretta conseguenza dello stato fisico del sognatore,
degli "umori" che ne caratterizzano la costituzione: la bile, l'atrabile,
il sangue e la linfa in Grecia; i singoli organi e i meridiani che li collegano, in Oriente.
 
Il Simbolista
"Il sogno ci parla un linguaggio segreto, immediato per il bambino e per il selvaggio,
sempre più criptico e inaccessibile per l'adulto acculturato, 'viziato' dalla razionalità.
E' il linguaggio universale, che affonda nell'anima dei popoli antichi e moderni,
nelle fiabe, nei miti, nelle religioni". Il sognatore ritualizza nell'esperienza
 individuale del sogno un'esperienza arcaica e determinante della intera comunità umana.
 
Lo Psicologo
"Il sogno è una manifestazione dell'inconscio, una valvola di sfogo attraverso cui i desideri,
i ricordi, le tendenze contrastanti col nostro io e con la morale dominante che ci turbano e
ci premono trovano una naturale via di uscita allentando la tensione della nostra psiche".
Secondo lo psicologo, la macchina-uomo tendente naturalmente all'equilibrio
ha inserito tra i suoi sistemi di difesa contro il dolore anche il sogno, che per
chi ne conosce il codice e lo sappia interpretare divene una spia della
situazione interiore dell'individuo.
 
L'Uomo comune
Sicuramente crede ai sogni. Ci crede tanto e allora acquista una o più chiavi
interpretative, le consulta, cerca di capire e di capirsi. Ci crede poco, e allora afferma
di non crederci affatto, ma saltuariamente cede alla tentazione di raccontare
quel "sogno particolare" ai familiari, al partner, all'amico del cuore. E poichè, in fondo
in fondo più che crederci o non crederci non se ne è mai posto il problema, attratto
piuttosto dalla pratica che dalla teoria si troverà d'accordo un po' con tutti i pareri - e farà bene.
. L'uomo comune ravviserà e confermerà i simboli riconosciuti come parte
integrante del suo retroterra culturale.
Identificherà nel linguaggio onirico alcune problematiche psichiche di cui è almeno
 parzialmete cosciente. Non darà torto agli antichi e amerà credere che quel certo messaggio
 gli è stato inviato da un angelo o da una nonna estinta e tanto cara. E, memore di quanto
sentenziavano i nostri vecchi secondo i quali i brutti sogni sono il regalo di un fegato
 fuori posto, darà credito anche a Ippocrate o a Galeno.
Sorriderà forse di fronte alle concezioni del selvaggio e del bambino, ma un selvaggio
e un bambino dormono nel cuore di ciascuno di noi. E infine riderà decisamente della
teoria extracorporea dell'occultista, scuotendo il capo. Ma provate a osservare questo
signore scettico e realista al risveglio: "si stira sbadigliando, mentre con una mano dà
una controllatina al suo cordone d'argento per verificare che tutto sia a posto...."
(Tratto da "Il Grande Dizionario dei Sogni - Laura Tuan)
 
Nella prossima puntata analizzermo il significato simbolico
di ogni singolo elemento di un sogno.
Se l'argomento  vi entusiasma potete suggerire voi il soggetto dei vostri sogni!

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e quindi ora non mi rimane che augurarvi
SOGNI D'ORO!
 
 
 

AWARD TOP5

 
 
 
Top5Award's
 
OGGI MI SENTO  MOLTO FELICE.....
HO VINTO LA TOP 5 
PER I MIGLIOR BLOG DELLA SETTIMANA
GRAZIE  NIKITA & CO.!
 
 
 
 

Video divertente

NORA, UNA MAGNIFICA GATTINA CHE SUONA IL PIANOFORTE
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GUARDATE CHE RIESCE A FARE....

 

DJ Virtuale

     Per iniziare clikkate al centro con il mouse e poi sui vari bottoni.
Metterete in azione un vero ritmo da DJ!
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Canzoni al contrario

 
 
Avete mai provato ad ascoltare questi brani musicali al contrario?
Nascondono dei messaggi.... Se volete provare....
Cliccate una canzone poi fate un altro click su "Show reverse lirycs"

 

Video

  LO SPECCHIO INFINITO  

 

Video-animazione

VIAGGIO DI UN INCUBO

 

L'Angolo dei giochi

Non fatevi mangiare dai pesci.....

POQbum.com

 


 
 


 

L'Angolo degli Astri

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 21 Aprile - 20 Maggio

 
 
Elemento
Terra
  
  Pianeta   
Venere
 
    Giorno    
Venerdì
 
Numero 
2
 
   Pietre     
Smeraldo, Quarzo rosa
 
Metallo
Rame
 
  Colori     
Verde e Rosa
 
Nel Corpo
Gola, Bocca e Ovaie
 
Stagione 
Primavera
 
Essenze magiche
Tuberosa, Vaniglia
 
 
La prudenza, il senso pratico, la calma sono i vostri tratti più evidenti. "Vivere con lentezza" è il vostro motto, al fine di guardarvi bene intorno per cogliere tutte le buone occasioni e assaporare i piaceri della vita. Fedeli e tenaci, costruite legami stabili e diffidate delle novità. Il vostro tallone d'Achille? La gelosia.
                                             
 
 
       Il luogo ideale        
un confortevole agriturismo in collina
 
Gli incontri amorosi
Vergine, Capricorno, Pesci, Cancro e Scorpione
 
                    Il sogno                   
uno sterminato potere d'acquisto, per appagare tutti i desideri
 
             L'obiettivo            
  una solida casa, una solida famiglia, un solido lavoro
               
               Il consiglio              
più curiosità e meno egocentrismo
 
 
 
 
 

Riflessioni sull'amore

La donna risente maggiormente del contenuto personale

ed individuale della vita, e l'amore lascia nella sua anima

tracce molto più profonde che non nell'uomo.

La donna ama con tutta l'anima, e l'amore è per lei

la vita stessa, mentre per l'uomo è solo il godimento della vita.

(Krafft Ebing) 

 

Aforismi

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L'ANIMA DI CHI DORME E' TUTTA UNO

 SPLENDORE DI OCCHI CHE VEDONO

(Eschilo)

 

NELLA METAMORFOSI DI APULEIO,

LUCIO PUO' VEDERE ISIDE NELLA NOTTE

DEL PLENILUNIO, PERCHE' SOLO NELLA LUCE

NOTTURNA GLI UOMINI POSSONO VEDERE GLI DEI.

 

L'AFFASCINANTE MONDO DI UNA CELLULA

  
Mentre noi pensiamo, parliamo, mangiamo, camminiamo, ridiamo, piangiamo, dormiamo, insomma ogni volta che siamo proiettati nella sfera quotidiana, non ci accorgiamo che c'è un mondo invisibile che in ogni istante attua una trasformazione e ci rinnova: è l'intelligenza di ogni cellula che lavora per noi.
Non perdetevi questo affascinante video!

Aforismi

 

 

L'uomo ragionevole si adatta al mondo

e quello irragionevole si ostina

nel voler adattare il mondo a se stesso.

Pertanto, qualunque progresso

dipende dagli uomini irragionevoli.

  (George Bernard Shaw)

 

 

 

 

 

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POESIA

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"Io non ho bisogno di denaro.

Ho bisogno di sentimenti,

di parole, di parole scelte sapientemente,

di fiori detti pensieri,

di rose dette presenze,

di sogni che abitino gli alberi,

di canzoni che facciano danzare le statue,

di stelle che mormorino all'orecchio degli amanti.

Ho bisogno di poesia,

questa magia che brucia la pesantezza delle parole,

che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.

(Alda Merini)

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