Per spiegare cos'è un sogno vorrei iniziare con questo racconto intitolato:
"Chuang Tui e la Farfalla"
Un giorno Chuang Tui sognò di essere una farfalla, felice di essere tale.
E non sapeva invece che era Chung Tui. Ma era Chuang Tui a sognare
di essere una farfalla, o piuttosto la farfalla a sognare di essere Chuang Tui?"
Nessuno sa, fino al risveglio, se il sogno è vita o se invece la vità è sogno.
Fin dal principio del principio del mondo il sogno ci ha attratti e catturati,
e non cesserà di farlo neppure ora.
Tutti continueremo a raccontare i nostri sogni durante la
colazione mattutina, magari a sorriderne e poi a chiedercene il senso.
Forse già domani le chiavi dei sogni saranno scritte in basic,
forse potremo ottenerne l'interpretazione via cavo,
ma ancora non avremo chiarito che cosa sia veramente il sogno,
questo naturale e disorientante procedimento organico,
psichico o spirituale o tutto insieme - dipende solo dal
punto di vista da cui lo si osserva.
Siamo noi i padroni dei nostri sogni, eppure non sappiamo conservarne
un ricordo stabile. Ne siamo gli inventori, i fruitori e poi
li disconosciamo come creazioni che non ci appartengono più.
Attori a metà delle nostre stesse commedie-tragedie notturne,
dobbiamo spartire la scena con quel qualcuno che è in noi, per metà familiare e
per metà estraneo: un essere che ricorda le cose che noi ricordiamo,
conosce le stesse persone, gli stessi luoghi, ma spesso risponde,
agisce, reagisce come noi non faremmo mai, come del resto
mai nemmeno potremmo fare nell'assurdo e illogico trasformismo della scena
onirica che abolisce spazio, tempo, logica, etica.
E via a rincorrere un'altra immagine, un'altra storia.
Questo essere-non essere appeso a un filo, questo continuo conoscersi
ha un nome: stato di coscienza alterata. Tutti abbiamo una doppia vita,
un'esistenza notturna e parallela: il malvivente che vi è avvezzo,
la tranquilla impiegata che lo ignora, chiunque non sappia,
pensandovi bene, se sia lui stesso a sognare d'essere farfalla
o piuttosto la farfalla a sognare di essere lui.
Ma chissà, poi, se le farfalle sognano davvero?
Sognano i gatti, i topolini di laboratorio, il neonato, il feto, quando è certo.
Recenti esperimenti di laboratorio hanno dimostrato il bisogno
dell'attività onirica tanto che dei topolini costretti a
dormire su una piattaforma sospesa sull'acqua e scaraventati giù ogni volta
che l'elettroencefalografo evidenziava l'insorgenza del sogno hanno preferito
annegare piuttosto che smettere di sognare.
E' un bisogno così radicato, così ancestrale, che se dovessimo trascorrere
forzatamente un periodo senza poter sognare, ci lasceremo anche noi morire - come
fecero dei gatti sottoposti a un'esperienza simile alla precedente,
morti di fame, di tristezza o forse di prigionia in un mondo troppo stretto senza sogni.
C'è anche chi afferma di stare così bene nella sua piccola cella di realtà
da non sognare mai, nè a occhi aperti nè a occhi chiusi.
Sicuramente, anche se in modo inconsapevole, mente.
Tutti sognamo, senza eccezione, perchè il sogno è un'attività
fisiologica del cervello cui non possiamo sottrarci.
Ma poi spesso - e qualcuno quasi sempre - al risveglio cancelliamo
queste immagini che non desideriamo ricordare e ci convinciamo di non aver sognato.
Questa nostra terra, così piena di uomini, di case, di creazioni,
tanto che comincia ad andarci stretta, è gremita di sogni più ancora che di tutto il resto.
Creazioni originali, uniche, irripetibili e, per fortuna, quasi sempre irrealizzabili.
Sogni di palloni e di dolci nel bambino. Sogni popolati di piante e di caccia nel primitivo.
Sogni di occultisti, di esoteristi, di uomini comuni, di antichi greci e di cinesi del Celeste Impero.
Sogni diversi per persone diverse, che li interpretano in modo diverso
e ne spiegano diversamente le cause.
Proviamo ad ascoltarli.
Il Bambino
"Ho sognato un trenino nuovo. Dammelo! Dove lo hai messo?"
Alla domanda: "Che cosa sono i sogni?". Il bambino risponde: "Realtà".
Il Primitivo
"Quando l'uomo si addormenta nelle braccia della foresta, l'anima
(può essere un uccello, una lucertola, un verme) gli esce dalla bocca e se ne va a zonzo;
non deve però allontanarsi troppo, altrimenti i demoni la porteranno con sè.
Per questo, prima di partire per la guerra o per un lungo viaggio,
è bene consegnare l'anima, ben chiusa in un vaso, a uno stregone
che la conservi con cura, al riparo da quei ghiotti sottili predoni".
L'Occultista
"Il corpo tangibile non è che il primo di una serie di corpi (tre, cinque, sette o più)
composti di atomi sempre sottili, rarefatti ma reali".
Lo strato più vicino al corpo fisico, detto corpo astrale, secondo l'occultista,
si distaccherebbe ogni notte, andandosne a passeggio nell'etere dove
capterebbe messaggi di defunti, premonizioni, nozioni, episodi e ricordi del passato,
per tornarsene poi alla base, naturalmente riattratto nel proprio involucro
addormentato cui resterà collegato fino alla morte da una sorta di impalpabile
ed estensibile cordone argenteo. Il sogno non si definirebbe perciò che
come esperienza vissuta per mezzo del corpo sottile in una dimensione
diversa da quella cui siamo avvezzi, dove spazio e tempo si annullano,
i morti sono vivi, l'assurdo è logico e l'impossibile è perfettamente
normale in un gioco di continue e repentine trasformazioni.
Il greco di Delfi, il sacerdote dei Veda o il Mandarino affermano
in lingue diverse ma con parole simili: "Il sogno è un messaggio
superiore inviato degli dèi, degli spiriti, o degli antenati morti".
Ma il medico ellenico o quello del Celeste Impero considerano
l'attività onirica anche come diretta conseguenza dello stato fisico del sognatore,
degli "umori" che ne caratterizzano la costituzione: la bile, l'atrabile,
il sangue e la linfa in Grecia; i singoli organi e i meridiani che li collegano, in Oriente.
Il Simbolista
"Il sogno ci parla un linguaggio segreto, immediato per il bambino e per il selvaggio,
sempre più criptico e inaccessibile per l'adulto acculturato, 'viziato' dalla razionalità.
E' il linguaggio universale, che affonda nell'anima dei popoli antichi e moderni,
nelle fiabe, nei miti, nelle religioni". Il sognatore ritualizza nell'esperienza
individuale del sogno un'esperienza arcaica e determinante della intera comunità umana.
Lo Psicologo
"Il sogno è una manifestazione dell'inconscio, una valvola di sfogo attraverso cui i desideri,
i ricordi, le tendenze contrastanti col nostro io e con la morale dominante che ci turbano e
ci premono trovano una naturale via di uscita allentando la tensione della nostra psiche".
Secondo lo psicologo, la macchina-uomo tendente naturalmente all'equilibrio
ha inserito tra i suoi sistemi di difesa contro il dolore anche il sogno, che per
chi ne conosce il codice e lo sappia interpretare divene una spia della
situazione interiore dell'individuo.
L'Uomo comune
Sicuramente crede ai sogni. Ci crede tanto e allora acquista una o più chiavi
interpretative, le consulta, cerca di capire e di capirsi. Ci crede poco, e allora afferma
di non crederci affatto, ma saltuariamente cede alla tentazione di raccontare
quel "sogno particolare" ai familiari, al partner, all'amico del cuore. E poichè, in fondo
in fondo più che crederci o non crederci non se ne è mai posto il problema, attratto
piuttosto dalla pratica che dalla teoria si troverà d'accordo un po' con tutti i pareri - e farà bene.
. L'uomo comune ravviserà e confermerà i simboli riconosciuti come parte
integrante del suo retroterra culturale.
Identificherà nel linguaggio onirico alcune problematiche psichiche di cui è almeno
parzialmete cosciente. Non darà torto agli antichi e amerà credere che quel certo messaggio
gli è stato inviato da un angelo o da una nonna estinta e tanto cara. E, memore di quanto
sentenziavano i nostri vecchi secondo i quali i brutti sogni sono il regalo di un fegato
fuori posto, darà credito anche a Ippocrate o a Galeno.
Sorriderà forse di fronte alle concezioni del selvaggio e del bambino, ma un selvaggio
e un bambino dormono nel cuore di ciascuno di noi. E infine riderà decisamente della
teoria extracorporea dell'occultista, scuotendo il capo. Ma provate a osservare questo
signore scettico e realista al risveglio: "si stira sbadigliando, mentre con una mano dà
una controllatina al suo cordone d'argento per verificare che tutto sia a posto...."
(Tratto da "Il Grande Dizionario dei Sogni - Laura Tuan)
Nella prossima puntata analizzermo il significato simbolico
di ogni singolo elemento di un sogno.
Se l'argomento vi entusiasma potete suggerire voi il soggetto dei vostri sogni!
e quindi ora non mi rimane che augurarvi
SOGNI D'ORO!